Decreto-legge Luogotenenziale 15 agosto 1918, n. 1254
Gazzetta Ufficiale 10 settembre 1918, n. 214

che stabilisce norme per la messa in liquidazione delle imprese di assicurazione sulla vita, anche quando esercitino quella contro i danni.

Provvedimento abrogato
dall’art. 69 del RDL 966 del 29 aprile 1923

TOMASO DI SAVOIA DUCA DI GENOVA
Luogotenente Generale di sua Maestà

VITTORIO EMANUELE III
per grazia di Dio e per volontà della Nazione
RE D'ITALIA

In virtù dell’autorità a Noi delegata;

Veduti la legge 4 aprile 1912, n. 305, e il relativo regolamento 5 agosto 1912, n. 939;

Ritenuta la necessità e la urgenza di mezzi solleciti ed acconci per liquidare, nell’interesse degli assicurati, le imprese di assicurazione sulla vita il cui stato patrimoniale venisse a trovarsi in disavanzo;

Sentito il Consiglio dei ministri;

Sulla proposta del ministro dell’industria, il commercio ed il lavoro, di concerto coi ministri segretari di Stato per la grazia e giustizia e per il tesoro;

Abbiamo decretato e decretiamo:

Art. 1

Le imprese di assicurazione sulla vita, anche se esercitano l’assicurazione contro i danni, qualora non abbiano attività sufficienti a coprire le riserve matematiche, sono messe in liquidazione secondo le norme contenute nel presente decreto.

Art. 2

Il Ministero per l’industria, il commercio ed il lavoro, accertata la deficienza di attività secondo le norme che saranno stabilite con decreto dei ministri per l’industria, il commercio ed il lavoro, per la grazia e giustizia e per il tesoro, inviterà la impresa a reintegrare la deficienza stessa entro un mese, trascorso il quale, senza che la reintegrazione abbia avuto luogo, o siano state date le occorrenti giustificazioni, promuove per decreto Reale, da pubblicarsi sulla Gazzetta ufficiale del Regno, la liquidazione dell’impresa. Non può aver luogo la revoca del provvedimento per reintegrazioni tardive.

Il decreto provvede alla nomina del R. commissario liquidatore che assume l’amministrazione dell’impresa coi poteri dei liquidatori delle Società commerciali.

La liquidazione si compie sotto la vigilanza del Ministero per l’industria, il commercio ed il lavoro.

Le competenze del liquidatore sono determinate nel R. decreto di nomina e fanno carico alla liquidazione.

I provvedimenti del Ministero possono essere impugnati esclusivamente con ricorso alla 4° sezione del Consiglio di Stato, a norma dell’art. 22 della legge sul Consiglio di Stato, testo unico, approvato con R. decreto 17 agosto 1907, n. 638.

Art. 3

Salvo disdetta da parte degli assicurati i contratti di assicurazione in corso continuano a coprire i rischi fino a 60 giorni dopo la pubblicazione del decreto di liquidazione sulla Gazzetta ufficiale. Gli aventi diritto a capitali assicurati o ad indennizzi per polizze scadute o sinistrate concorrono al riparto dell’attivo secondo le norme indicate nell’art. 5.

I contratti di assicurazione sulla vita, salvo la dichiarazione che dovrà essere fatta nel termine predetto, saranno trasferiti all’Istituto nazionale delle assicurazioni a cui carico comincerà a decorrere il rischi trascorso il termine di cui nel 1° comma del presente articolo. Il capitale assicurato dall’Istituto nazionale sarà determinato, in base alle tariffe in corso e con l’abbuono delle provvigioni di acquisizione, secondo le norme che saranno stabilite con decreto dei ministri per l’industria, il commercio ed il lavoro, per la grazia e giustizia e per il tesoro.

I contraenti che dichiarino di non voler continuare l’esecuzione del contratto hanno diritto al pagamento delle quote di riparto corrispondenti alle rispettive polizze.

Art. 4

Il Regio commissario potrà esercitare l’azione di responsabilità contro gli amministratori.

Sono applicabili alle imprese sottoposte a liquidazione a norma del presente decreto le disposizioni del Codice di commercio riguardanti i reati in materia di fallimento.

Art. 5

Le polizze di assicurazione sulla vita in vigore concorrono al riparto delle attività per l’ammontare della riserva matematica calcolata in base ai premi puri.

Le polizze di assicurazione contro i danni concorrono al riparto per la frazione di premio corrispondente al rischio non ancora corso.

Gli aventi diritto a capitali assicurati per polizze scadute o sinistrate o ad indennizzi concorrono al riparo per l’ammontare dei capitali medesimi o degli indennizzi.

Per tutti gli altri crediti sono applicabili gli articoli 700, 701, 702 e 703 del Codice di commercio con effetto dalla data di pubblicazione del decreto di liquidazione.

Art. 6

Hanno privilegio sui depositi cauzionali stabiliti dall’art. 145 del Codice di commercio e dall’art. 29 della legge 4 aprile 1912, n. 305, e separatamente su ciascuno dei depositi secondo che si tratti di contratti stipulati anteriormente o posteriormente al 31 dicembre 1912, i redditi riguardanti:

a) i capitali assicurati dovuti per polizze di assicurazioni sulla vita sinistrate o venute a scadenza nel termine stabilito nel precedente art. 3;

b) le riserve matematiche attribuite alle polizze ammesse al riparto e le somme dovute per riscatti conclusi prima dell’inizio della liquidazione.

Art. 7

Per le imprese che fossero già dichiarate in fallimento, in forza della legge 4 aprile 1912, n. 305, qualunque sia lo stato della procedura fallimentare in corso, i crediti in corrispondenza delle polizze di assicurazione in vigore alla data della dichiarazione di fallimento e per le quali la dichiarazione dei crediti non sia stata fatta dagli interessati, saranno insinuati di ufficio ad istanza del curatore.

Art. 8

I modi di accertamento della situazione patrimoniale delle imprese e le forme e i modi della liquidazione saranno stabiliti per decreto dei ministri segretari di Stato per l’industria, il commercio ed il lavoro, per la grazia e giustizia e per il tesoro.

Art. 9

Le disposizioni del presente decreto si applicano anche alle rappresentanze delle imprese estere quando le attività esistenti nel Regno non siano sufficienti a coprire le riserve matematiche dei contratti stipulati nel Regno.

Art. 10

Il presente decreto sarà presentato al Parlamento per la conversione in legge.

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato ad Agliè, addì 15 agosto 1918