Regio decreto-legge 26 ottobre 1933, n. 1598
(Gazzetta Ufficiale dell'11 dicembre 1933, n. 285)

Disciplina degli Enti di assicurazione e di capitalizzazione.

VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE
RE D'ITALIA

Visto il R. decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966, convertito nella legge 17 aprile 1925, n. 473, e successive modificazioni;
Visto il regolamento approvato con R. decreto 4 gennaio 1925, n. 63;
Visto l'art. 3, n. 2, della legge 31 gennaio 1926, n. 100;
Ritenuta la necessità urgente ed assoluta di emanare norme integrative di quelle concernenti le operazioni di assicurazione, di capitalizzazione e di gestione fiduciaria, ai fini della disciplina degli enti non ancora soggetti alla vigilanza governativa;
Udito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Capo del Governo, Primo Ministro Segretario di Stato, Ministro Segretario di Stato per le corporazioni , di concerto con i Ministri Segretari di Stato per la grazia e giustizia e per le finanze;
Abbiamo decretato e decretiamo:

Articolo 1
Sono soggetti al presente decreto gli enti, comunque denominati e costituiti, che abbiano per oggetto l'assicurazione di capitali o rendite sulla vita dei propri soci o associati, ovvero operazioni di capitalizzazione, nonché gli enti di gestione fiduciaria.

Articolo 2
Gli enti che assumano l'obbligo di corrispondere capitali o rendite, in corrispettivo dei contributi riscossi, con convenzione relativa alla durata della vita dei propri iscritti, dovranno, per iniziare le operazioni, essere autorizzati con decreto del Ministro per l'industria ed il commercio. Ad essi, anche se istituiti con leggi speciali, sono applicabili le disposizioni, che disciplinano l'esercizio delle assicurazioni sulla vita, del R. decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966, convertito nella legge 17 aprile 1925, n. 473, e successive modificazioni, e del regolamento 4 gennaio 1925, n. 63; peraltro nel limite di L. 5000 di capitale o L. 800 di rendita annua gli enti predetti non saranno tenuti a procedere alla cessione, all'Istituto nazionale delle assicurazioni, della quota parte dei rischi di cui all'art. 24 del citato R. decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966. (Comma così modificato dall'art. 9 della legge 11 aprile 1955, n. 294)

Articolo 3
Gli enti che abbiano per scopo il pagamento di capitali o rendite a mezzo di assicurazioni collettive sulla vita dei propri iscritti o di contratti di capitalizzazione, da stipularsi con l'Istituto nazionale delle assicurazioni o con le Compagnie di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione operanti a norma del R. decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966, non sono soggetti alle prescrizioni richiamate nel precedente articolo.

L'esonero di cui al precedente comma è dichiarato con decreto del Ministro per l'industria e il commercio. (Comma aggiunto dall'art. 9 della Legge 11 aprile 1955, n. 294)

Articolo 4
Gli enti i quali abbiano per oggetto di versare somme a termine differito poliennale o di consegnare titoli che importino detto diritto, in corrispettivo del versamento di somme o contributi o del trasferimento di altre attività, sono soggetti alle norme che disciplinano le società di capitalizzazione o di risparmio contenute nel R. decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966, convertito nella legge 17 aprile 1925, n. 473, e successive modificazioni, e nel regolamento approvato con R. decreto 4 gennaio 1925, n. 63. Le imprese predette non potranno ottenere l'autorizzazione ad esercitare se, oltre ad adempiere alle altre disposizioni di legge, non dimostrino di possedere, se si tratti di società, un capitale non inferiore a L. 5.000.000 di cui almeno la metà versata, oppure, se non si tratti di società, un fondo di garanzia non inferiore alle predette somme.

La cauzione che gli enti indicati nel comma precedente debbono vincolare a garanzia delle loro operazioni, non può in nessun caso essere inferiore alla somma di L. 500.000.

Articolo 5
I crediti per operazioni di capitalizzazione godono il privilegio di cui al n. 6 dell'art. 1958 del codice civile su tutte le attività mobiliari vincolate, a norma delle disposizioni del R. decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966, a copertura delle riserve tecniche costituite a garanzia delle predette operazioni, dagli enti di cui al precedente art. 4.

Articolo 6
Gli enti, comunque denominati e costituiti, che abbiano per oggetto la gestione fiduciaria di beni conferiti da terzi, corrispondono utili sulla gestione, sono soggetti alle disposizioni dell'art. 4, eccezione fatta per quelle relative alle riserve tecniche, e dovranno possedere un capitale o un fondo in garanzia non inferiore a L. 1.000.000 versato.

Il capitale o il fondo di garanzia e le riserve patrimoniali debbono essere costituite ai sensi dell'art. 28 del R. decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966, ovvero:

a) da anticipazioni garantite da delegazioni a riscuotere somme di denaro dallo Stato od altri enti pubblici;
b) da anticipazioni su pegno di titoli di Stato o garantiti dallo Stato o di cartelle fondiarie ed obbligazioni a queste assimilate o parificate;
c) da usufrutti e nude proprietà;
d) da obbligazioni ed azioni di enti similari o di credito, nel limite del 10 per cento del capitale.

Gli enti di cui al presente articolo potranno ottenere l'autorizzazione a corrispondere per tutte le loro operazioni un interesse anziché una quota di utili. Essi saranno in tal caso soggetti alle disposizioni dell'art. 4.

Con decreto di autorizzazione saranno approvati i tipi dei titoli alla cui emissione intendano eventualmente di procedere gli enti indicati nel presente articolo, nonché nell'art. 4.

Articolo 7
Le società ed associazioni che abbiano per oggetto l'assistenza degli assicurati, nei confronti delle imprese di assicurazione rette dal R. decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966, potranno svolgere tale attività solo nei riguardi della esecuzione dei contratti di assicurazione contro i danni; esse devono ottenere l'assenso del Ministro per le corporazioni, il quale ha facoltà di subordinare tale assenso al conferimento di un capitale o di un fondo di garanzia non inferiore a L. 500.000.

Gli enti medesimi devono preventivamente sottoporre al Ministero le condizioni generali che regolano i loro rapporti con gli assicurati e non potranno esercitare in alcuna forma, né direttamente né indirettamente, la mediazione per la stipulazione dei contratti di assicurazione; essi sono soggetti alla vigilanza governativa a termini del titolo V del predetto decreto e delle relative norme regolamentari.

Articolo 8
I bilanci delle aziende soggette alle disposizioni del presente decreto dovranno essere redatti in conformità dei modelli che saranno stabiliti con decreto Reale, su proposta del Ministro per le corporazioni e dovranno essere presentati, entro il termine di giorni quindici dall'approvazione, al Ministero delle corporazioni, Servizio di vigilanza sulle assicurazioni e le capitalizzazioni, per la loro pubblicazione su appositi fascicoli della parte II-A del Bollettino ufficiale delle società per azioni.

Articolo 9
Il contributo di vigilanza che dagli enti di cui al presente decreto, salva la eccezione di cui all'art. 3, è dovuto a norma dell'art. 40 del R. decreto-legge 30 dicembre 1923, n. 3184, e dell'art. 120 del R. decreto 4 gennaio 1925, n. 63, sarà fissato in misura non superiore al mezzo per mille dei premi, contributi e conferimenti annui, tenendo conto delle spese all'uopo sostenute per il funzionamento del Servizio di vigilanza sulle assicurazioni e le capitalizzazioni.

Articolo 10
Le disposizioni richiamate nei precedenti articoli sulla costituzione e copertura delle riserve matematiche potranno essere estese, mediante Regio decreto da emanarsi su proposta del Ministro per le corporazioni di concerto coi Ministri per la grazia e giustizia e per le finanze, e salvo il disposto di cui all'art. 3, alle gestioni di enti parastatali e privati, pel conseguimento, a favore del proprio personale, degli scopi contemplati negli articoli 2 e 4 qualora abbiano riserve di notevole entità o non provvedano alla loro regolare copertura con attività situate nel regno.

Articolo 11
Le disposizioni del R. decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966, e del presente Regio decreto non si applicano alle Amministrazioni pubbliche, agli enti di previdenza amministrati per legge, alla Cassa depositi e prestiti ed agli enti di cui ai comma a), b), g) dell'art. 2 del citato decreto-legge, nonché agli enti e società di mutuo soccorso che provvedano al pagamento a favore degli iscritti di capitali non superiori a L. 2000 o di rendite non maggiori a L. 400 annue. Restano abrogate le altre disposizioni derogative contenute nello stesso art. 2.

Le disposizioni del presente decreto non concernono le Casse di risparmio, i Monti di pietà, nonché le società ed altri enti esercenti il credito e ditte bancarie in genere soggetti alle disposizioni sulla tutela del risparmio di cui ai Regi decreti-legge 7 settembre e 6 novembre 1925, nn. 1411 e 1830, convertiti nelle leggi 23 giugno 1927, nn. 1107 e 1188, ed in genere alle disposizioni delle altre leggi e decreti vigenti in materia di disciplina del credito e del risparmio.

Le disposizioni del presente decreto non concernono altresì gli enti assistenziali istituiti in applicazione della dichiarazione XXVIII della Carta del lavoro, ai sensi dell'articolo 4, ultimo capoverso, della legge 3 aprile 1926, n. 563, o dei contratti collettivi di lavoro o di norme emanate dalle Corporazioni, ovvero istituiti dalle associazioni di pubblici impiegati di cui all'art. 92 del R. decreto 1° luglio 1926, n. 1130, i quali enti tutti integrino la loro attività assistenziale o mediante corresponsioni facoltative, a favore dei propri iscritti o loro aventi causa, di somme che a norma delle disposizioni statutarie siano di importo non ragguagliato a misure prestabilite, e possano essere concesse annualmente solo nei limiti delle disponibilità di bilancio, ovvero mediante corresponsioni di somme ragguagliate ad importi prefissati senza convenzione relativa alla durata della vita umana coi limiti di corresponsione e le modalità di ordinamento tecnico che saranno stabiliti con decreto Reale su proposta del Ministro per le corporazioni, di concerto col Ministro per le finanze, salva sempre la norma contenuta nel precedente art. 3.

Articolo 12 - Disposizioni transitorie
Gli enti di cui al presente decreto, comunque autorizzati o riconosciuti, ed in esercizio alla data di pubblicazione del presente decreto, debbono, entro il 31 dicembre 1933, denunciare il loro esercizio al Ministero delle corporazioni, Servizio di vigilanza sulle assicurazioni e capitalizzazioni, conformandosi alle norme contenute nei precedenti articoli, per quanto si riferisce alla copertura delle riserve tecniche ed alla vigilanza governativa; essi potranno essere esonerati dall'adempimento delle disposizioni relative ai minimi di capitale o fondo di garanzia e della riserva tecnica; per detti enti i limiti di capitali e rendita di cui al precedente
art. 2 sarà determinata con decreto del Ministro per le corporazioni, di concerto col Ministro per le finanze.

Alla domanda degli enti di cui agli articoli 2 e 4 dovrà essere unito il bilancio tecnico in pareggio; in caso di disavanzo dovrà procedersi, nei modi di legge, al reintegro delle riserve o alle necessarie modifiche delle disposizioni statutarie e regolamentari.

In tutti i casi nei quali gli enti non abbiano ottemperato alle disposizioni dei precedenti comma, si procederà alla loro liquidazione coatta, in conformità delle disposizioni richiamate nel presente decreto.

Restano immutate le vigenti norme di legge riferentisi all'esercizio della vigilanza sugli enti aventi gli scopi indicati nell'art. 2, che, anteriormente alla data di pubblicazione del presente decreto, siano stati istituiti con legge, in forza della quale assolvono agli impegni nei riguardi dei propri soci mediante contribuzioni speciali fissate dalle leggi medesime.

Peraltro, nei riguardi dell'ordinamento attuariale degli enti di cui al precedente comma, le competenti autorità governative adotteranno gli opportuni provvedimenti, di concerto con il Ministro per le corporazioni.

Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno e sarà presentato al Parlamento per essere convertito in legge. Il Ministro proponente è autorizzato alla presentazione del relativo disegno di legge.

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserito nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a San Rossore, addì 26 ottobre 1933 - Anno XI