Regio decreto-legge 12 marzo 1936, n. 375
Gazzetta Ufficiale n. 63 del 16 marzo 1936

convertito in legge 7 marzo 1938, n. 141
s.o. Gazzetta Ufficiale del 15 marzo 1938, n. 61

Disposizioni per la difesa del risparmio e per la disciplina della funzione creditizia

Regio decreto-legge ABROGATO, salvo gli articoli riportati,
dall’art. art. 161, d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385

TITOLO I – Disposizioni generali
Articoli da 1 a 10

TITOLO II - Costituzione dell'ispettorato per la difesa del risparmio e per l'esercizio del credito.
Articoli da 11 a 19

TITOLO III - L'istituto di emissione.

Articolo 20.

La Banca d'Italia, creata con L. 10 agosto 1893, n. 449, è dichiarata Istituto di diritto pubblico.

Il capitale della Banca è di trecento milioni di lire ed è rappresentato da trecentomila quote di mille lire ciascuna interamente versate.

Ai fini della tutela del pubblico credito e dalla continuità di indirizzo dell'Istituto di emissione, le quote di partecipazione al capitale sono nominative e possono appartenere solamente a:

a) Casse di risparmio;

b) Istituti di credito di diritto pubblico e Banche di interesse nazionale;

c) Istituti di previdenza;

d) Istituti di assicurazione.

Articolo 21.

In conseguenza del nuovo ordinamento della Banca d'Italia, agli attuali azionisti verrà rimborsato, a partire dal 1° giugno 1936, il valore delle azioni in relazione con la situazione della Banca al 31 dicembre 1935, nella misura fissa di lire 1.300 (milletrecento) per ciascuna azione, rappresentante il capitale versato e la quota di riserva afferente a ciascuna azione.

L'importo relativo alle azioni che sono vincolate per qualsiasi motivo, o intestate a minori o a persone non aventi la piena capacità, resterà depositato presso l'Istituto di emissione in attesa della definizione delle pratiche per la sua liberazione o per il reimpiego ai fini e con i vincoli preesistenti.

Entro il 15 aprile 1936 sarà costituito, sotto la presidenza del Governatore della Banca d'Italia un consorzio fra gli istituti e gli enti di che all'art. 20 per l'assunzione delle trecentomila quote di partecipazione del capitale della Banca d'Italia.

Le Casse di risparmio saranno chiamate ad impiegare nella sottoscrizione delle dette quote di partecipazione somme non eccedenti quelle che ad esse saranno rimborsate in base al primo comma del presente articolo.

Le rimanenti quote di partecipazione saranno assegnate agli altri enti ed istituti di che all'articolo 20.

Articolo 22.

Il Consiglio superiore della Banca si compone del governatore e di quindici consiglieri, dei quali dodici da nominarsi nelle assemblee generali dei soci presso le sedi della Banca, e tre da designarsi dalla Corporazione della previdenza e del credito.

Ciascun consigliere rimane in carica cinque anni ed è rieleggibile (Comma così sostituito dall'art. 3, DLgs 10 marzo 1998, n. 43).

--- (Comma abrogato dall'art. 3, DLgs 10 marzo 1998, n. 43).

Il nuovo Consiglio superiore entrerà in funzione non oltre il 1° luglio 1936.

Articolo 23.

A partire dal 1° luglio 1936, le operazioni di risconto potranno essere fatte solamente nei confronti delle aziende di credito, sia di diritto pubblico che di diritto privato, sottoposte al controllo dell'Ispettorato.

Le operazioni di sconto in essere al 30 giugno 1936 con la clientela privata saranno avviate a graduale completa estinzione.

Le operazioni di anticipazioni su titoli continueranno ad essere compiute in conformità delle leggi vigenti anche nei confronti dei privati. Ad esse non si applica quanto è disposto dall'articolo 709 del codice di commercio.

Articolo 24.

Con decreto reale, su proposta del Capo del Governo, di concerto col Ministro per le finanze, sarà approvato il nuovo statuto della Banca d'Italia, in armonia con le disposizioni della presente legge.

TITOLO IV - Istituti di credito e banche di diritto pubblico.
Art. 25-27

TITOLO V - Disciplina degli istituti, imprese ed enti raccoglitori di risparmio a breve scadenza.
Artt. 28-40

Articolo 32.

Le aziende di credito soggette alle disposizioni della presente legge dovranno attenersi alle istruzioni che l'Ispettorato comunicherà conformemente alle deliberazioni del Comitato dei Ministri, relativamente:

a) (Lettera abrogata)
b) (Lettera abrogata)
c) (Lettera abrogata)

d) alla proporzione fra le diverse categorie sia di investimenti considerate in rapporto alla liquidità, sia alle diverse branche di attività economiche alle quali si riferiscono gli investimenti;

e) (Lettera abrogata)

f) al rapporto fra il patrimonio netto e le passività ed alle possibili forme di impiego dei depositi raccolti in eccedenza all'ammontare determinato dal rapporto stesso;

g) (Lettera abrogata)
h) (Lettera abrogata)

--- Comma abrogato

Articolo 35.

--- Comma abrogato

L'Ispettorato ha inoltre facoltà:

a) (Lettera abrogata)

b) di determinare i limiti massimi dei fidi concedibili e di stabilire norme e termini per le riduzioni in caso di constatate eccedenze;

c) (Lettera abrogata)

d) (Lettera abrogata)

TITOLO VI

Disciplina della raccolta del risparmio a medio e lungo termine.
Articoli da 41 a 46

TITOLO VII

Delle fusioni. dell'amministrazione straordinaria e della liquidazione delle aziende raccoglitrici di risparmio a breve termine.

Capo I - Delle fusioni.
Articoli da 47 a 56

Capo II – Dell’amministrazione straordinaria
Articoli da 57 a 65

Capo III - Della liquidazione.
Articoli da 66 a 83

TITOLO VIII

Disposizioni penali.
Articoli da 84 a 97.

TITOLO IX

Disposizioni varie, transitorie e finali.
Articoli da 98 a 105